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Fare pace con il cibo

Fare pace con il cibo in cinque tappe

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Lo so! Ti sento da qui! Le hai già provate tutte per fare pace con il cibo: il nutrizionista, il dietologo, lo psicologo, l'ultima app di cui parlano tutte, il personal trainer, lo sciamano e il ciarlatano cristalloterapeuta, ecc. So anche che potresti essere scettica leggendo questo articolo: "perché questa strategia in cinque tappe dovrebbe essere diversa da tutto quello che ho tentato in passato"?

Ti capisco e ti rispondo fra poche righe. Se ti va, percorriamo prima le cinque tappe pratiche indispensabili per fare (davvero) pace con il cibo.

 

 

Avanti con le cinque tappe!

 

1. Prima di tutto, definisci il vero problema. 

"What? Il vero problema? Sono io, il vero problema! Sono senza forza di volontà, la mia motivazione è sempre a tempo determinato e ci ricasco sempre nonostante i miei buoni propositi"

Ecco, io e te dobbiamo partire da un presupposto fondamentale: il problema, non sei tu. Il vero problema è che sei incastrata in un circolo vizioso di deprivazione alimentare (leggi diete dimagranti) che ti porta a perdere il controllo. Non perché tu non sia capace. Anzi, sei campionessa di controllo mentale dell'alimentazione (ad esempio "niente pane", "basta zuccheri raffinati" o ancora "la pizza solo a settimane alterne"). Il vero "problema" è che noi, umani, non siamo fatti per controllare la nostra alimentazione con la nostra mente. Siamo progettati per sopravvivere e questo significa che dopo un periodo più o meno lungo di carestia, saremo spinti a pensare ossessivamente al cibo e a ricercarlo in modo frenetico. In altre parole, il controllo mentale dell'alimentazione chiama ineluttabilmente l'abbuffata la perdita di controllo. Questo non perché tu sia incapace ma semplicemente perché sei umana. 

Ricostruire in modo personalizzato il circolo vizioso nella quale sei ingabbiata è quindi il prerequisito fondamentale per fare pace con il cibo.

 

 

2. Poi, rompi le catene della mentalità da dieta.

Qui occorre procedere a un vero e proprio lavoro di "deprogrammazione alimentare"! 

Fare pace con il cibo richiede un sorta di lavaggio del cervello al contrario. Basta con la propaganda dell'ICD (Infame Cultura della Dieta): "non devi mai mangiare tra i pasti", "evita a tutti costi la pasta alla sera" o ancora "l'organismo deve tassativamente essere a digiuno almeno per 18 ore consecutive".

Scardinare i falsi miti alimentari della Diet Mentality è un passaggio fondamentale per guarire la tua relazione con il cibo e con il tuo corpo. Questo obiettivo viene raggiunto con l'ausilio della scienza, confrontando le cagate credenze alimentari e le leggende urbane dietetiche con gli esiti affidabili degli studi scientifici in materia di nutrizione. Potresti fare delle scoperte inedite, credimi!

  

3. Dopo, riconnettiti con le tue sensazioni alimentari.

Già. So che potresti aver perso di vista la sensazione di fame o di sazietà. Non sei più tanto abituata a mangiare perché te lo richiede il tuo organismo ("avverto un certo languorino") quanto perché te lo richiede la tua mente ("ma guarda un po', è già ora di pranzare!"). Ci sta. Questa è la conseguenza dell'esser stata a dieta per buona parte della tua vita. Le diete dimagranti ti insegnano a ignorare volontariamente le tue sensazioni alimentari ("ho fame") per seguire delle regole ("non devi mangiare").

La buona notizia è che quello che hai imparato nel tempo si può disimparare.

Possediamo tutti quanti gli strumenti interni per pilotare fisiologicamente la nostra alimentazione. I tuoi strumenti sono solo arrugginiti ma possiamo riportarli a funzionare alla grande con un allenamento pratico (e non ti sto parlando di salire sulla cyclette, eh?). Per fare pace con il cibo occorrerà ripristinare la tua bussola interna (che non chiede altro, stanne certa!).

 

 

4. In seguito, smetti di combattere la tua fame emotiva.

"Cosa? Mangiare le mie emozioni? Ma che consiglio del cavolo è?!".

Aspetta un attimo! Vedi, questo è un altro esempio dell'impeccabile propaganda della perfida cultura della dieta. La fame emotiva è demonizzata e viene dipinta come il male supremo, in una società in cui la disciplina e l'autocontrollo sono i valori morali per eccellenza.

Tutte balle balle.

La fame emotiva non è patologica, non è affatto il segnale di qualche vulnerabilità psicologica e soprattutto non è da combattere.

Confortarsi con il cibo è una delle potenti strategie che abbiamo a disposizione per ripristinare il nostro equilibrio emotivo. Ignorare o respingere questa spinta fisiologica non fa che aumentarne l'intensità e dà luogo alle più impensabili perdite di controllo. Fare pace con il cibo richiede di (re)imparare ad accogliere funzionalmente la fame emotiva con gentilezza e senza sensi di colpa.

Il problema non è quindi confortarsi con il cibo ma non riuscirci più perché l'episodio si trasforma in un'irrefrenabile abbuffata.

  

5. Infine, impara a rispettarti e a prenderti cura di te.

Quando sarò dimagrita farò questo”. “Mi autorizzerò a fare quell’altro solo quando avrò raggiunto quel peso”. “Potrò iniziare questo progetto quando sarò finalmente tornata in forma”…

Hai presente quando vincoli la tua vita al numero sulla bilancia? E poi sei qui, immobile, sospesa. Poiché ricongiungerti con l’immagine ideale che hai di te appare la condicio sine qua non per poterti accettare e intraprendere qualsiasi cosa nella tua vita. Solo che ti intrappoli in un’illusione.

Non accettare il tuo corpo cosi com'è, parlati male, trattarti a pesci in faccia, ti rinchiude in un altro circolo vizioso: quello dell'evitamento. Non fai più niente, rimandi i tuoi progetti e vivi tra parentesi, nell'attesa dell'ambìto giorno in cui ti accetterai e sarai finalmente degna di essere felice.

Possiamo trovare una via di uscita a questo subdolo loop: sei già degna ora, mentre stai leggendo queste righe. Non devi meritarti la felicità.

Accettarsi non significa rassegnarsi bensì smettere di lottare contro la propria apparenza e dedicare le proprie energie per investirle nelle cose per noi più importanti: famiglia, carriera, affetti, passioni, ecc. C'è uno spazio infinito nel quale investire da subito. 

L'accettazione incondizionata di te stessa è l'ultimo prerequisito per fare (davvero) pace con il cibo.

 

 

Ricordi che avrei dato una risposta chiara alla tua domanda: "ma perché questa strada per fare pace con il cibo dovrebbe essere diversa"

Prova a riflettere un attimo.

Queste cinque tappe sono diverse proprio perché vogliono ridarti la tua autonomia e ripristinare un ascolto interno, senza regole o imposizioni esterne, senza limitarti in nessun modo.

Se ci fai caso, tutte le strade intraprese in passato con l'aiuto del nutrizionista, del dietologo, dello psicologo, dell'ultima app, del personal trainer, dello sciamano e del cristalloterapeuta hanno avuto un solo e unico obiettivo: aumentare la tua forza di volontà e il controllo mentale della tua alimentazione.

Invece non è affatto una questione di volontà. Il problema non sei tu. Diffida da chi ti dice il contrario.

È solo ora di cambiare strategia. Sei pronta?

 

  

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