Di cosa si tratta?

L'alimentazione intuitiva è un processo dinamico che consente di sintonizzare mente, corpo e cibo. Si tratta di una terapia completa che non riguarda tanto cosa mangiamo quanto il rapporto che abbiamo con quello che mangiamo. In altre parole, l'alimentazione intuitiva non è un modo di mangiare, ma un modo di pensare.

Un approccio sostenuto da dati scientifici.

Perdere peso seguendo una dieta dimagrante non presenta particolari difficoltà nel breve termine. Tuttavia le ricerche dimostrano che le diete risultano inefficaci e addirittura pericolose nel lungo termine:

  • nel 95% dei casi tutto il peso perso viene ripreso dopo poco tempo;
  • gli squilibri nutrizionali indotti provocano effetti deleteri;
  • i meccanismi fisiologici di regolazione dell'alimentazione vengono turbati da uno stato di restrizione cognitiva, la più frequente complicanza della condizione di dieta permanente.

Essere in uno stato di restrizione cognitiva vuol dire tentare di controllare la propria alimentazione con l'obiettivo di dimagrire o di non ingrassare. Questo intenso sforzo di volontà può difficilmente essere mantenuto con costanza nel tempo proprio perché l’alimentazione è una funzione fisiologica che non è fatta per essere controllata mentalmente. La restrizione cognitiva provoca quindi frustrazione quando la dieta è seguita e forte senso di colpa quando non lo è.

A  lungo termine, tutte le diete restrittive:

  • provocano un rimbalzo ponderale, con un aumento di peso spesso superiore alla perdita iniziale;
  • danneggiano l'autostima per via degli inevitabili fallimenti nei tentativi di perdere peso in modo definitivo;
  • possono instaurare o amplificare dei disturbi dell'alimentazione.

Intraprendere un percorso verso l'alimentazione intuitiva significa quindi uscire dal circolo vizioso "dieta-non dieta" e reimparare a mangiare assecondando la propria fame. Si tratta di un approccio alternativo ai percorsi tradizionali; l'obiettivo principale non è il peso da raggiungere bensì ripristinare i processi fisiologici di regolazione dell'alimentazione che consentiranno di ritrovare e mantenere nel tempo il proprio peso naturale.

Questo cammino percorre tre binari paralleli:

Trattare la privazione mentale

ovvero ricominciare a mangiare di tutto senza nessun senso di colpa, riscoprendo le proprie sensazioni alimentari.

Gestire le proprie emozioni

e ottimizzarne la regolazione in modo da diminuire l'impulsività alimentare, imparando anche a confortarsi con il cibo in modo funzionale.

Promuovere l'accettazione

del proprio corpo e della propria persona. Ciò non significa rassegnarsi bensì accogliere in modo benevolo ciò che ci crea disagi.